Guide·Sagre·Fiere·Mercati·Degustazioni
Il calendario delle sagre novaresi racconta il territorio meglio di qualsiasi carta geografica. Tra le risaie della Bassa e le colline del Vergante, tra i mercati storici della città e i borghi della pianura, ogni stagione porta con sé celebrazioni legate a ciò che la terra produce: il riso, il salame, la cipolla di Cureggio, i funghi dei boschi collinari. Questa guida accompagna il lettore attraverso le principali manifestazioni gastronomiche della provincia di Novara, mese per mese, con un'attenzione ai prodotti che le animano e ai motivi per cui vale la pena fermarsi, assaggiare e capire.
La provincia di Novara occupa una posizione geografica che spiega molto della sua cucina. A sud e a ovest si distende la pianura risicola, parte integrante del grande distretto del riso padano: varietà come il Carnaroli e l'Arborio hanno qui radici consolidate e trovano nelle sagre locali la loro vetrina più autentica. A nord il territorio si increspa verso il lago d'Orta e il Vergante, un'area boschiva dove funghi, castagne e selvaggina scandiscono l'autunno gastronomico.
Le sagre novaresi non sono tutte uguali per dimensione o risonanza. Alcune rientrano in circuiti regionali noti, altre restano manifestazioni di paese che durano un fine settimana e attirano perlopiù un pubblico locale. È proprio in queste ultime, spesso, che si trovano le preparazioni più genuine: il risotto cucinato nel paiolo davanti alla chiesa, la frittata con le erbe di stagione, il salame cotto servito con la polenta. La provincia conta una cinquantina di comuni e molti di essi organizzano almeno un appuntamento gastronomico l'anno, concentrato tra la primavera inoltrata e l'autunno.
Gennaio e Febbraio I mesi invernali sono quasi privi di sagre all'aperto. L'attività gastronomica si concentra nelle trattorie e nelle associazioni di paese, dove si organizzano cene sociali dedicate al bollito misto alla piemontese o alla panissa, il piatto novarese per eccellenza a base di riso e fagioli borlotti. Alcune Pro Loco propongono eventi al chiuso legati al Carnevale, con frittelle e dolci della tradizione.
Marzo e Aprile L'inizio della stagione gastronomica all'aperto è timido ma concreto. In alcuni borghi della pianura compaiono le prime fiere di primavera, legate storicamente agli scambi agricoli, dove i produttori locali espongono salumi, formaggi freschi e conserve. La Domenica delle Palme e i mercati pasquali in città offrono spesso bancarelle con prodotti tipici.
Maggio Il mese si anima con le prime sagre vere e proprie. In diversi comuni della Bassa compaiono eventi dedicati all'asparago, coltivato in piccoli appezzamenti familiari. Tornano anche le sagre del salame e del maiale, che chiudono idealmente il ciclo delle lavorazioni invernali. È un momento in cui il risotto compare spesso nei menù delle sagre, cucinato all'aperto su fuochi a legna.
Giugno Il calendario si infittisce. Le serate si allungano e i paesi organizzano feste patronali che includono stand gastronomici. La panissa e il risotto con la luganega sono tra i piatti più serviti. In zona collinare, verso il lago d'Orta, iniziano le prime feste estive con pesce di lago, in particolare trote e lavarelli.
Luglio e Agosto Sono i mesi delle feste di paese per eccellenza. Le sagre proliferano nei piccoli borghi, spesso abbinate a concerti o spettacoli serali. I prodotti protagonisti sono quelli dell'orto estivo: zucchine, pomodori, peperoni trasformati in condimenti per il riso. Alcune associazioni propongono grigliate di carne bovina locale. Il caldo spinge verso i fritti e i dolci, tra cui la torta di nocciole, diffusa nella variante collinare.
Settembre Il mese della svolta. Le risaie iniziano a tingersi di oro e il riso diventa il protagonista indiscusso delle manifestazioni. La Sagra della Cipolla di Cureggio e Fontaneto d'Agogna, dedicata all'omonimo prodotto IGP, si tiene generalmente in questo periodo e rappresenta uno degli appuntamenti più radicati della provincia. I funghi porcini compaiono nei menù delle sagre collinari.
Ottobre Autunno pieno. La raccolta del riso è completata e alcune sagre celebrano il momento con concorsi di risotto e degustazioni varietali. Sul Vergante e attorno al lago d'Orta le sagre dei funghi e delle castagne si moltiplicano. È il mese in cui la cucina novarese esprime forse la sua gamma più ampia: selvaggina, tartufo, riso novello, formaggi stagionati.
Novembre e Dicembre Il calendario si svuota progressivamente. Resistono alcune fiere di San Martino con vino novello e formaggi, e i mercatini natalizi in città propongono prodotti tipici confezionati. Il mese di dicembre è dedicato alla preparazione casalinga: salami, cotechini e panettoni artigianali che torneranno nelle sagre della primavera successiva.
Il modo migliore per usare questa guida è scegliere un prodotto, quello che si vuole davvero capire, e seguirlo attraverso la stagione che gli appartiene. Il riso in settembre, la cipolla tra agosto e ottobre, i funghi quando i boschi del Vergante li offrono. Le sagre novaresi non sono spettacoli da osservare: sono occasioni in cui chi cucina e chi mangia condividono lo stesso territorio. Portare a casa un sacchetto di riso comprato direttamente al produttore durante una sagra vale quanto qualsiasi visita guidata.